Il mio sogno, come quello di molti, e' sempre stato quello di poter arrivare una sera a casa, entrare e con grande disinvoltura dire alla mia dolce meta': " Amore, il mese prossimo , io e i ragazzi abbiamo deciso di andare 15 gg in Brasile, sai, il mare....la cucina....la cultura.....Copacabana !!!"
Certo certo, appunto, un sogno! Che nella maggior parte dei casi si concluderebbe con l'arrivo di un abile fabbro presso il mio (ex) domicilio con conseguente cambio di serratura e posizionamento del mio giaciglio nell'umido garage.
Ragazzi, tenetevi forte.La soluzione l'ha trovata il vostro ValentinoMazzola.
Copacabana e' a Rimini!!!!
Si si a Rimini, prendete via Covignano, tirate sempre dritto, passate davanti al Paradiso (quello in terra mi raccomando) e dopo un po' ecco il cartello con cui Rimini vi saluta e vi da' il benvenuto il BRASIL. Trattoria " La Chiacchera". Ci possono essere un milione di scuole di pensiero sulla cucina, sul servizio super lento che a volte fa gorgogliare oltre modo lo stomaco (peraltro un po' di fornarina o piada sul tavolo c'e' sempre) ma sul panorama che  nelle giornate limpide, specialmente quelle autunnali o primaverili, si gode da questo tipico locale romagnolo, nulla si puo' dire.
Anche chi come me "sogna il Brasile" potra', ammirando il promontorio di Gabicce, sentirsi per un attimo in una Churrascaria sulla collina di Rio e magari riuscire pure ad intravedere delle bellezze color ebano passeggiare sulla lunga spiaggia facendo mostra del famosissimo Bum Bum brasiliano.
Per il resto tutto nella norma, la purtroppo famosissima norma riminese.
Piada,salsiccia,cosciotto di vitello o stinco di maiale....regolare,troppo regolare.
Che sogno sarebbe una vista del genere gustando una cucina un pizzico piu' ricercata e curata nei dettagli.
Chissa'....intanto il Brasile ve l'ho scovato amici miei.Alla prossima.
Amici, mi aspetto un po' piu' di partecipazione al sondaggio riguardante il blog che trovate alla vostra destra in alto.Vedrete ricchi premi avrete se una croce metterete!
Sono davvero contento, cari lettori di questo neonato blog, di poter annunciare nei prossimi giorni una recensione-esperienza davvero DOC. Infatti il grande viaggiatore-gastronomo Eusebio Castigliano, autore di svariati saggi sui viaggi alla scoperta delle culture enogastronomiche italiane ed estere , ci regalera' il racconto dei suoi due giorni trascorsi nel magnifico Resort CASTEL MONASTERO , county house immersa nella bellezza toscana di Monastero D'ombrone , in provincia di Siena. Non voglio anticipare nulla , anche se le piccole notizie che ricevevo telefonicamente in tempo reale dal mio amico Eusebio mi hanno talmente elettrizzato che ho dovuto legarmi al letto per non prendere subito il Pc e iniziare a raccontare tutto( novello Alfieri, solo per voi).Per cui solo una parola vi scrivo.LEGGETEMINEIPROSSIMIGIORNIEVEDRETECHENONVENEPENTIRETE.

Inorridisci Vissani!!!
Questa sera preparero' degli involtini di tacchino farciti con la senape e li accompagnero' con questi STREPITOSI fagioli conditi della Heinz. Trattasi di fagioli americani arricchiti di una speciale salsa al pomodoro , amido di mais, spezie varie etc...(meglio non sapere a volte).
Ragazzi ogni tanto ci vuole.Come diceva il mio amico proprietario di un noto ristorante della prima cintura riminese, sostenitore , quasi estrermista, della dieta tutta proteine e niente carboidrati: "dal lunedi' al sabato...stecchetto!, ma la domenica Mc Donalds. Ora , senza arrivare al suicidio del colon, somministrandosi una dose letale di Big Mac, si puo' davvero "svaccare", concedendosi magari qualche variazione sul tema, sempre con classe pero.Vi faro' sapere se meritano un giro da Vulpitta.
E poi farete del bene a circa 32.000 persone, tante infatti sono quelle impiegate in questa gloriosa impresa agroalimentare nata nel secondo 800.Persone che farciscono di ottima salsa anche i biscotti per bimbi Plasmon, di cui la Heinz e' proprietaria da ormai 50 anni. Bimbo ti piace il savoiardo al pomodoro?


Una volta era " l'interinale" e si trattava di un disoccupato che per forza di cose rimbalzava come una pallina da tennis tra un'azienda e l'altra prestando i suoi servigi a tempo determinato.Ora che in tempo di crisi (frase oramai divenuta praticamente unica parola) sarebbe banale usare questo aggettivo, gli ammmericani che ogni tanto ci regalano perle da aggiungere al nostro vetusto dizionario, ci hanno omaggiato del termine "temporary", cioe' " a tempo".
La penisola e' quindi tutto un fiorire di "temporary store", "temporary museum", mentre oltre oceano con grande gioia dei piu' blasonati luoghi di culto gastronomici , nascono i "temporary restaurant", dove abili cuochi comprando tutto l'occorrente su internet o all'Ikea , installano velocissimi ristoranti, dove per cifre abbordabili ai piu', si possono gustare piatti ricercati , immersi in ambienti studiati da designers in ascesa.Unica condizione: l'eventuale aiuto del cliente nello sparecchiare e la limitata scelta dei vini. Il magazzino infatti non e' ammesso.
Ma si sa , il nuovo oramai arriva dall'oriente, come ci inculcano trasmissioni culto tipo "Unomattina" , "I fatti vostri" o "Pomeriggio cinque". E allora che cosa hanno inventato questi simpatici maniaci della fotocamera e del pesce avvolto nel riso( si perche' il sushi null'altro e')?
"Temporary restauran"
" Ma ValentinoMazzola" ti sei rincoglionito? ne hai appena parlato tre righe piu' in su, ricordi? quelli americani"
Si si, ma quelli sono altri.
I Giapponesi hanno colto forse l'aspetto piu' puro e ludico di questa nuova frontiera della ristorazione, infatti nei loro locali a tempo, si puo', anzi si deve, affittare una delle piccole ma attrezzatissime cucine, dove prima di unirsi con gli altri commensali, ci si inerpica sulle piu' alte cime della preparazione culinaria, portando da casa gli ingredienti o nei casi eccezionali facendo scorta di tutto il necessario nel "temporary market" annesso.
E allora, vai di sfide all'ultima goccia( di salsa di soia) tra gruppi di amici o tra perfetti sconosciuti che per una sera decidono di non farsi servire da camerieri ma di organizzare li' quella cena che per motivi di spazio non avrebbero mai potuto preparare a casa loro.
Anche da noi , potrebbe essere un giusto compromesso tra qualita' e costi, e un modo di riscoprire , malgrado tutto, come certi momenti di difficolta' possano fare ri-albeggiare nelle persone , aspetti ormai sopiti da un consumismo che ci ha illuso e che ci sta' presentando il salato conto.

Lo ammetto, forse non ci sarei mai tornato, ma talvolta essere il piu' giovane del gruppo e di conseguenza quello con meno autorita' in fatto di scelte altamente tecniche (il ristorante dove andare a mangiare) puo' riservare anche delle inaspettate sorprese.Come sosteneva James Russel Lowell ,che di diplomazia se ne intendeva parecchio, "solo gli stupidi non cambiano mai idea".
E cosi' eccomi qui a correggere , in parte, quello che avevo, in maniera forse un po' troppo supponente, affermato sull'osteria "recensita" nel mio ultimo post.
Dico "in parte" perche' comunque cio' che penso di cio' che avevo assaggiato rimane....ma una gustosa, ben cotta e per nulla esosa COSTATA da 800gr mi ha fatto capire che a volte bisogna tornare piu' volte sul luogo del delitto, per dare un'altra possibilita' all'oste o per .....assicurarsi che sia morto davvero.


La Domenica , si sa, e' il giorno dedicato alla famiglia, e la mia , composta attualmente da 2 elementi (poiche' il pupo si trova altrove per studiare) devo ammettere che si lascia  smesso lusingare dall'essere servita e riverita da capaci camerieri che apparecchiano banchetti preparati in professionali cucine, ma........oggi no.
Oggi in cucina, si cucina!!...appunto.
Dopo aver nei giorni scorsi acquistato la qualunque onde evitare di dover correre al supermercato all'ultimo momento, ovviamente mi accingevo a tornarvi per rifornirmi degli ingredienti ai quali non avevo pensato nelle mie passeggiate tra gli scaffali. Perche' al supermarket e' cosi, non si riece mai a focalizzare quello di cui si ha devvero bisogno e allora distratti si butta nel carrello quello che si crede di cucinare nei giorni a venire. Distratti appunto, dalla gente che ti investe letteralmente con quello che crede essere la trasformazione che ha avuto al loro auto, ormai parcheggiata al di fuori del negozio.Si perche' dentro alla coop o iper che sia, il pirata della strada si comporta esattamente come si comporterebbe sul manto asfaltato dove  si sente onnipotente. E allora vai con i sorpassi azzardati fiancheggiando lo scaffale delle uova o lo speronamento per eliminare eventuali concorrenti al bancone gastronomia.
Ma io in questa giungla ci sopravvivo abilmente, perche' lo ammetto, forse un po' pirata da supermercato lo sono anche io.
Uscito indenne , a piedi mi accingo a tornare verso la mia piccola cucina e gia' mentalmente preparo gli ingredienti per quello che sara' il piatto che fara' nascere il sorriso alla mia dolce meta'.
Si, lo avete immaginato e sognato e ora ve lo spieghero',il mio polpettone in crosta con contorno di fave.Si proprio quello presentato in settimana alla trasmissione Masterchef americana e che ha riscontrato grandi apprezzamenti specialmente da quel Gordon Ramsey con il quale ho condiviso per alcuni mesi una camera duranteil mio soggiorno lavorativo a Parigi.
Macinato scelto di vitello, mortadella a dadini(la tagliate voi ovviamente), prugne secche snocciolate, pistacchi sgusciati, erba cipollina, paprika dolce, latte, pane, 2 uova e un rotolo di pasta sfoglia.
Unite la carne, le prugne e i pistacchi(tutto tritato), la mortadella, nonche' l'equivalente di un cucchiaino di erba cipollina e mezzo di paprika e 2 uova e dopo gran mescolare formate in una teglia una specie di salamone o strudel che dir vogliate e infornatelo per 20 minuti a 180 gradi....poi tolto...fatelo intiepidire e dopo aver steso la pasta sfoglia, ponetelo al centro e richiudetelo sigillando con cura i lembi.Ora ...via...di nuovo in forno per 25 minuti sempre a 180 gradi.Per il contorno, prendete 2 cipollotti finemente tagliati e fateli appassire piano piano in olio, poi versate nella casseruola anche del prosciutto crudo fatto a listarelle e fate rosolare.Ora calate sul fuoco le fave fresche che con il resto coprirete interamente con del brodo per almeno 30 minuti.Alla fine spolverate di abbondante pepe e di prezzemolo tritato.Una delizia credetemi.
Io ho scelto di accompagnare il tutto con una birra doppio malto rossa (Moretti, i muratori ci capiscono, lasciate stare!), ma potete anche sorseggiare un rosso non troppo fruttato( il polpettone e' gia' di suo fiorente di contrasti e sapori).
Vi assicuro che il sorriso a cui tengo di piu'....alla fine e' spuntato.Missione compiuta.