Nuofo sondaggen.........preco votaren!!!!!!





Cosa è andato a scovare il ValentinoMazzola per rendere il proprio blog più selvaggio, più animalesco, più.....primordiale ecco! Questa è la parola giusta.
Che l'innovazione sia proprio un ritorno al passato? Può essere.Certo è che questi ragazzi del Sauvage , nuovo ristorante berlinese ( pare unico al mondo) che ispira la propria cucina a quella Paleolitica, si sono spinti sicuramente oltre e propongono un viaggio a ritroso nel tempo, a quelle che erano le abitudini dei primi uomini o simili apparsi sul nostro globo.
Potrebbe sembrare una mera operazione pubblicitaria, invece dietro vi è una filosofia di vita dedita alla salvaguardia della salute in primis.
Banditi quindi tutti quegli alimenti giunti di recente ( ultimi 20000 anni) e a cui l'uomo, non essendosi ancora abituato, deve gran parte dei suoi malanni e malesseri.
Cereali, zuccheri raffinati ma anche i latticini sono quindi esclusi dal menù che comunque si presenta ricchissimo e  a detta di chi l'ha già provato, anche molto raffinato e degno di palati sopraffini.
Alcuni esempi ? No, non ve ne faccio!
Andate a visitare il sito, in tedesco ma traducibile tramite google e fatevene voi un'idea.
Io devo dire che sono rimasto affascinato dal racconto di come una tale alimentazione possa avere risultati eccezionali sul fisico e sulla psiche.
Posti limitati e prenotazione d'obbligo per questo ristorante, che a 6 mesi dall'apertura, promette di diventare un must per veri intenditori!
Chissà , sognando un viaggio nella capitale tedesca vi lascio i link giusti per approfondire il tutto.

P.S. Messaggio per Boris e Rodrigo ( i proprietari) : invitate anche la vostra cancelliera Angela , qui in Italia stanno iniziando a chiamarla in un certo modo......, una cucina più salutare potrebbe solo farle bene!!!!!

www.sauvageberlin.com
Oramai sono molteplici le trasmissioni televisive, satellitari e non, che hanno come argomento il cibo, la sua preparazione e la sua presentazione. Alcuni trattano persino la sua produzione e confezione.
Apripista di questa nuova tipologia mediatica si potrebbe considerare Antonellina Clerici, che però malgrado suo è stata toccata fin troppo dall'argomento ( vedasi la bilancia).
Se ci sono , in questo smisurato universo di colori e sapori, due individui che mi infondono prima di tutto simpatia per la loro totale mancanza di spocchieria e saccenza culinaria e riescono anche a far lavorare a pieni giri le mie ghiandole salivari ogni volta che facendo zapping incrocio i loro faccioni, questi sono sicuramente Andrew Zimmern e Adam Richman rispettivamente protagonisti dei programmi " Orrori da gustare" e " Man vs Food" in onda sulle tv satellitari del pacchetto Sky (qui in Italia).



Se il primo gira il mondo illustrando i più improbabili e molte volte disgustosi piatti tipici delle varie culture, il secondo con un pizzico di autolesionismo colesterolico si sposta da una parte all'altra degli Stati Uniti D'America e descrivendone le tipicità caserecce, lancia sfide al limite dell'umano, ingurgitando quantità di cibo col solo scopo di passare alla storia nelle piccole contee a stelle e strisce.
Solo una appassionata visione di questi due impavidi vi potrà far comprendere come un gourmet come il sottoscritto abbia potuto prendere in simpatia i loro programmi tanto da farne appuntamento fisso delle serate invernali passate sul divano.
Cliccate sui link qui sotto e godetevi alcuni estratti e guardate anche i video nella parte dedicata del blog, che per chi è poco attento è sempre sulla parte destra della pagina così come il sondaggio al quale ahimè avete risposto davvero in pochi!!!!!!
Che ce vo'!
http://www.youtube.com/watch?v=2_hwQY4o1_A

http://www.youtube.com/watch?v=a0JMYH-Y9N8

http://www.youtube.com/watch?v=962IS0VshZ0

http://www.youtube.com/watch?v=myZqgaH0XkM
Un facile e veloce sondaggio per saggiare le preferenze dei lettori del blog.

Un secondo, un click e il voto è dato!

Grazie!

N.B. si vota nel box in alto a destra.......qui nella pagina.
Complice una coppia di amici intenzionati seriamente a visitare il capoluogo sabaudo e deliziarsi il palato con le numerose proposte che il territorio torinese e limitrofo garantisce,  ValentinoMazzola è risalpato alla volta di Torino, percorrendo i chilometri che la separano dalla capitale del divertimento con una caravella battente bandiera pirata partita dalla foce del più lungo fiume d'Italia per giungere sulle sponde del Parco del Valentino ,dove da secoli gli innamorati piemontesi si promettono sentimento vero ed eterno.
I primi due giorni sono stati dedicati alla cultura (mmmmmh) ma il terzo giorno, non vorrei sembrare blasfemo, il ValentinoMazzola è resuscitato!
Con piacere infatti la compagnia accoglieva la proposta di una gita fuori porta e più precisamente sulle prime colline monferrine, a Cocconato, ridente (è proprio il caso di dirlo) paese in provicia di Asti, famoso oltre che per la sede della notissima catena di abbigliamento Combipel anche e sopratutto per una varietà di cibi e vini da far girare letteralmente la testa.
In un paese di Bengodi come questo, può essere facile  perdere la bussola e specialmente perdere la possibilità di visitare i posti giusti dove poter assaggiare le cose giuste.Certo, può succedere, ma non se a farti da guida è un uomo che conosce la zona palmo a palmo, il famosissimo Giancarlo,noto amante delle più varie culture enogastronomiche che il territorio piemontese propone.


Dopo un numero imprecisato (ma alto) di tornanti, giungendo in Cocconato , venivamo accolti dal responsabile della cantina MACIOT  di Cocconato che ci faceva visitare la piccola sala degustazione ricavata all'interno della loro sede e poi per una più ampia fruizione dei loro vini ci proponeva di proseguire per il centro del paese presso il caffè Cantina del Ponte dove ci avrebbe ospitato volentieri.Cosi fu.
Non sto a spiegarvi la gioia mia e dei miei amici , ad ogni sorso di vino accompagnavamo un assaggio di formaggi e salumi del posto.Così con un barbera una fetta di salame e con un nebbiolo un tocco di ottima robiola cocconatese.



Ma le buone notizie non terminavano qui per l'allegra (oramai davvero molto allegra) compagnia.
Infatti, l'agriturismo " Cascina Rosengana" ci stava aspettando per dare il tocco finale a quella che oramai a tutti gli effetti era la giornata più bella di tutto il viaggio.



Nel genuino contesto , formaggio, affettati, carni crude all'albese che si scioglievano in bocca, gnocchi con porri e zucca, cappelletti del Plin ( pizzicotto in piemontese)con sugo di arrosto ,tagliolini al burro con tartufo bianco autoctono, annaffiati da ottimo Barbera di Vinchio Vaglio " I tre Vescovi", donavano gioia ai commensali.
Quale finale migliore poi di un buon caffè fatto con la Moka, servita direttamente in tavola!?
Signore e signori, siamo davvero sicuri che il nostro signore non fosse per caso di Cocconato e non di Nazareth e che il famoso giardino del Getsemani non fossero invece i filari delle vigne di Barbera?

Qui sotto i link che vi possono interessare.
http://www.vinchio.com/newsite/ita/sceda.php?pag=e-commerce.php&vin_id=4

http://www.maciot.it/



Spero che abbiate tenuto, risparmiato, qualche foglia di basilico da quest'estate.
Magari congelata? Noooo, le avete tutte usate per creare delle bellissime composizioni artistiche da appendere sopra le porte , dimenticando che a capodanno non ci si bacia sotto il basilico ma sotto il vischio?!
Allora non resta alternativa, dovete pazientare e scartando i padri e le madri in fibrillazione alla ricerca del regalo perduto, portarvi al mega galattico Centro Commerciale ed acquistare l'erba aromatica o in forma di foglie o direttamente in vasetto , da accudire e velocemente utilizzare.
Sapete, è importante il basilico per fare un buon pesto ligure.
Ma che banalità ValentinoMazzola!
No, nessuna banalità, vista l'orda di barbari che si avventano agli scaffali del fresco nei vari ipermarket, agguantando soddisfatti il barattolino di "pesto originale alla genovese" che la foglia in questione forse l'ha intravista appena prima di di essere sigillato nel mega stabilimento di Caserta( nota località in provincia di Savona).





Quindi.....prendete nota degli ingredienti qui sotto e poi leggendo il procedimento , preparatevi un vero Pesto ligure:

Basilico ( grande quantita, dipende da quanto ne dovete preparare, abbondate tranquillamente)
Pinoli 
Aglio ( ne basta davvero pochissimo, se esagerate metà della popolazione mondiale vi manderà a quel paese)
Parmigiano Reggiano
Pecorino ( diciamo in proporzione di 1 a 2 con il Parmigiano)
Olio extravergine d'oliva ( anche qui non lesinate ma attenti a non esagerare se no diventa modello Buitoni)
Sale grosso ( poco eh!!)


Certo se gli ideatori della ricetta, risalente all'800 mi sentissero anzi mi leggessero mentre vi consiglio di usare un tritatutto per fare il pesto, forse , viste le tecniche dell'epoca, mi esporrebbero alla gogna nella piazza principale di Bordighera alla mercè di avari e ferocissimi cittadini rivieraschi ma.....siccome nessuno di loro puo' farlo...ve lo dico.
Se non avete circa mezzo pomeriggio libero e specialmente non intendete andare dal fisioterapista a farvi curare il tunnel carpale, usate pure il comodo elettrodomestico, l'importante è che tale marchingegno sia in grado di tritare grossolanamente , rendendo più gustoso il vostro pesto e dandovi la possibilità di mentire davanti ai vostri commensali che vi chiederanno " ma l'hai fatto nel mortaio di marmo?" , " "certo certo Besugo!"


Non ha davvero importanza quale ingrediente mettete prima nel contenitore, io consiglio di creare un letto di olio e basilico tritato in modo da poter controllare sempre il colore, verde intenso ma non fluorescente, e il sapore che deve, si esaltare i formaggi e i pinoli ma mai togliere protagonismo alla foglia verde che ricordiamoci fa da padrone di casa nella ricetta.
Di aglio se ne abbisogna davvero poco, evitate di uccidere vampiri in giro per le colline di Morciano.
Quando la consistenza e un po' meno liquida di una crema e non è troppo lucida ( sintomo di troppo olio) allora il pesto è pronto.
Mi raccomando utilizziamo sempre gli ingredienti a temperatura ambiente, quindi toglieteli dal frigo almeno un'ora prima.
Se poi volete una variazione davvero gustosa e tradizionale, potete fare il pesto ricco, come lo chiamano in liguria, che poi forse è il vero pesto.
Durante la cottura della pasta aggiungete gli ultimi 5 minuti, nell'acqua anche una patata tagliata a cubetti e in acqua separata invece lessate una manciata di fagiolini privi delle estremità.
Benissimo , scolate il tutto e unite il pesto e i fagiolini........belin che buono!

Nella sezione video,a fianco a destra, ho inserito qualcosa inerente il vino Pigato, eccellente bianco ligure.
Si sposa benissimo con le trofie o le trenette , pasta ideale per il pesto ligure.
Attendo commenti.



Voglio fare un regalo, sincero, che arriva dal profondo del mio stomaco, a tutti quelli che per qualsiasi motivo ogni tanto decidono di digitare sulla tastiera del loro pc l'indirizzo di questo blog.
Come avrete già capito in passato, uno dei piatti o meglio elementi che più mi piacciono, è il fagiolo!
Fagiolo, usato come contorno a carne, uovo o abbinato al pesce oppure come protagonista principale di un piatto.
Ed è proprio di un fagiolo protagonista che vi voglio parlare oggi.
Scendete fino in garage o in strada dove avete parcheggiato la vostra auto, fatelo stasera, subito, senza pensarci.
Bene! Ora dirigetevi a Riccione. Usate la A14 o l'Adriatica o se siete lontani prendete un treno, basta che voi arriviate a destinazione.La destinazione è il Ristorante Il Buco di Riccione , in Viale Panoramica 2, per intenderci la parte pedonale che inizia quando dopo aver superato internamente l'ospedale Ceccarini , si prosegue in direzione Cattolica.
Ora sedetevi al caldo dell'atmosfera , resa ancora più natalizia dal particolare presepe fatto di giochi , allestito in una nicchia del locale e preparatevi ad un'esperienza che vi lascierà qualcosa dentro.Un mio amico, quello che mi ha portato mi aveva avvisato : "ValentinoMazzola, guarda che rischi di entrare nel tunnel, attento,quei fagioli sono unici".
Ed erano unici davvero amici, fagioli così li avevo mangiati solo a casa mia, in Piemonte, quando la nonna ,utilizzando le ricette campagnole tramandate di madre in figlia , riusciva a rendere un piatto poverissimo, un pasto da Re.
Non indugiate e non rimanete col dubbio se sia meglio ordinare quelli con la cotica o quelli con la salsiccia.Ordinateli entrambi.
La cremosità dei legumi con il contrasto della cotica sapientemente tagliata fine e il tocco del pepe creeranno nella vostra bocca un connubio che di colpo vi estranierà   da tutto e da tutti e vi lascierà soli, in compagnia solo dei vostri fagioli.
Che aggiungere amici? Nulla.
Quindi andate e assaggiate tutti i più buoni fagioli dopo quelli di mia nonna.
http://www.pizzeriailbuco.it/