Valentino, che differenza c'è tra un gambero e una mazzancolla?, a me sembrano uguali!
No, in effetti non sono uguali, o meglio, la manzancolla o gambero tigre fa parte della famiglia di quest'ultimi ma si differenzia per le striature ( da tigre...appunto), il colore tendente al grigio ( che in cottura si trasforma in arancio) e il sapore leggermente più delicato.
La mazzancolla si pesca anche nel mare Adriatico e nemmeno a dirlo, è a detta della popolazione romagnola,il miglior gambero esistente sulla faccia della terra...e siccome si ipotizzano mari anche sulla superficie lunare, il riminese preferisce sottolineare la supremazia del prodotto autoctono, a livello universale.
Questa sera, per deliziare le mie papille gustative e quelle della mia dolce metà, ho deciso di preparare il gustoso crostaceo con una base di sale Marino Integrale di Trapani, addizionato di Sale delle Saline di Cervia (RA) con cumino, sesamo, curcuma e zenzero, chiamato SALE DEI DOGI.
Risultato: eccezionale !




Prodotto a Cervia


direttamente dalle saline di Trapani,raccolto a mano


Basta scaldare un filo di olio extravergine in una padella e mettervi le mazzancolle a cuocere per 3-4 minuti, senza esagerare.
In una pirofila stendere un letto di sale e unirvi un po di sale dei Dogi.
Una volta cotte le mazzancolle, adagiarle dolcemente nella pirofila e ricoprirle di altro sale integrale.Rimestare  con attenzione e servire.

In cucina i dettagli sono importanti e l'uso di prodotti selezionati non è solo un vezzo ma un'esigenza quando si vogliono valorizzare a pieno alcuni cibi , ottenendo i risultati migliori.

Ho abbinato questo dono del mare con un vino bianco proveniente dalla comunità di San Patrignano, sulle colline riminesi. Aulente è il suo nome ed è composto di un uvaggio di Chardonnay e Sauvignon blanc.
A seguire i link.





A destra i video della raccolta del sale marino.







Il mio caro amico Bilal, Chef turco, taglia corto: Qui a Istambul, quando un turista ci chiede " Cos'è Manti?" Noi rispondiamo " TURKISH RAVIOLI".
Ma di fatto questo particolare piatto, si avvicina di più , almeno come forma, ai nostri tortellini, diciamo...con qualche sostanziale variante.
Partiamo!

Ingredienti x 4 persone:

320 gr di farina
2 uova
acqua

Per il ripieno:

1/2 cipolla
200 gr di carne di manzo macinata
sale e pepe


Il condimento:


1 spicchio d'aglio, yogurt, burro e peperoncino


Per preparare la pasta, utilizzate pure il metodo italiano,  poi fate riposare 30 minuti.
Tritate la mezza cipolla e mescolatela con la carne trita, aggiustando con sale e pepe.
Stendete la pasta e formate dei piccoli cerchi di circa 2, 5 cm di diametro ( quindi abbastanza piccoli ) e riempiteli con il ripieno preparato. Fate bollire in acqua salata ( per la cottura, assaggiate, poichè dipende anche da quanto avete steso la pasta e quindi dal suo spessore).
Tritate ora lo spicchio d'aglio e mescolatelo con lo yogurt e in una padellina sciogliete il burro tritandovi dentro il peperoncino.
Quando i Manti sono cotti, versatevi sopra prima lo yogurt e poi il burro caldo.

BUON APPETITO !


Non sono solito fare la morale a nessuno, in quanto persona totalmente priva di essa ( scherzo eh! ), ma credo che le circostanze storiche e sociali spingano a volte a riflettere più di quanto la vita normalmente, con  impegni e  problemi, ci porti a fare.
Allora penso,  o almeno per me è così ,che la più grossa soddisfazione per un'individuo possa essere lasciare qualcosa dietro di se , cercando di far si che questo qualcosa sia positivo senza paragonarlo per forza all'opera altrui.
Proprio dalla Turchia, una breve ma utilissima fiaba, dedicata un po a tutti noi, in generale, ma in particolare a chi del denigrare gli altri , per risultarne migliore, fa una ragione di vita.
Se ognuno di noi imparasse a migliorarsi sempre in quel che è chiamato a fare, FORSE LO FAREBBE MEGLIO!





Una rosa e una farfalla stavano litigando su chi fosse la migliore.
La rosa disse:
- Poverina! Come è breve la tua vita! Oggi
ci sei, domani non ci sei più. Io, invece,
rimarrò sul mio stelo, aprirò i miei petali
e spargerò il mio profumo nell'aria-

- Tu sei prigioniera - rispose la farfalla - mentre io posso
volare di giardino in giardino. Inoltre anche la tua vita
è breve. Una tempesta potrebbe buttarti giù
da un momento all'altro -
La rosa replicò che, almeno, lei era bella
mentre la farfalla era solo un verme con le ali!
Mentre discutevano, passò una donna e colse la rosa
e un uccello mangiò la farfalla.


Morale:orgoglio e vanità spingono a credersi
superiori agli altri, sebbene nessuno sia più
importante di un altro, essendo soggetto, come tutti,
alla vecchiaia e alla morte



Ciao Bilal e grazie.




Non vorrei andare in quello di Bologna.
In fondo Il primo Eataly è stato eretto a Torino ( e io sono torinese), terra di vini tra i più pregiati del mondo e di sapori forti ed esclusivi.
Figlio proprio di quel Slowfood , piemontese  di nascita e poi diventato patrimonio mondiale al pari delle piramidi di Cheope protette dall'Unesco.
Fatto sta che la complicità di due fattori non da poco: i miseri 100 km che mi separano dal capoluogo felsineo e un lampadario da sogno , trovato a Reggio Emilia ma consegnatomi ai piedi delle tre torri, ha determinato il mio avvento in quello che rimane , anche fuori dai confini sabaudi, un tempio del gusto e in questo caso anche dell'anima, trovandosi collocato all'interno della libreria Coop di via Orefici, in pieno centro storico.
Ed è davvero un punto , quello a favore della sede emiliana, non da poco. Se infatti si può obbiettare sulla scarsità di prodotti d'eccellenza in vendita nello store, rimaneggiatissimo se messo a confronto con quello torinese, di sicuro sarà gradita ai più, la possibilità di muoversi e alternare un'assaggio di tipicità italiana con la scelta di un buon libro o un dvd da guardare a casa, sdraitai sul divano, magari gustando dei biscottini di meliga o dei baci di dama.
Io personalmente mi sono fatto attrarre dal contesto " Osteria" , scegliendo delle ottime tigelle DOP, del forno "la zoca" di Zocca (MO), da farcire con salumi e formaggi selezionati.Il tutto accompagnato da una birra ambrata della Birreria del Borgo, presidio artigianale.
I prezzi sono giusti, se si considera la qualità.
Amici , torno quindi a consigliarvi questo luogo di passioni e delizie e se proprio non vorrete mettere su qualche etto almeno potrete saziare la vostra mente.


Perchè questa birra, ambrata, si chiama INBRANATA?

Perchè è nata nella piccola ma ridentissima cittadina di Bra ( CN) e la caratteristica principale è la sua composizione.
Prodotta con un'alta percentuale di una qualità di grano, antenata del nostro tipo Duro.
Un pò in (m) branata forse ma dissetantissima e gratificante.

I SOLITI LINK, qui di seguito.



Questo è il lampadario....vi piace?

design di Ingo Maurer
Per chi ancora ( ancora?) non lo sapesse, qui a destra trovate dei video propedeutici e più in su la possibilità di sedersi a tavola con chi l'ha già fatto ( bravissimi!)....fate vobis!








Come accade da quando il mio palato ha iniziato ad assaporare e apprezzare la nota bevanda a base di luppolo, anche quest'anno si è intrapresa una breve preparazione di un viaggio a Monaco di Baviera con degli amici per la nota festa della birra e come sempre all'ultimo minuto, un'inaspettato evento ne impedisce la realizzazione.
Ma questa volta, la sofferenza provocatami dal non potermi sedere sulle dure panche dell'Oktoberfest a scolarmi ettolitri di birra assaporando qualche "leggerissima" specialità tedesca, è calmierata dall'ottima iniziativa di uno dei più famosi locali riminesi: il 365.
365 come i giorni in cui potete effettivamente recarvi in questo tempio della birra alla spina, meta obbligata di chi , nella città Malatestiana, vuole assaporare fino a 15 tipi di birra alla spina e oltre 40 in bottiglia, rigorosamente selezionate tra le migliori di tutto il mondo.
E solo un'organizzazione maniacale , come quella che il proprietario Gibo mette da sempre in tutto quello che fa, poteva ricreare un po di Baviera in riva al mar adriatico.





Ben 5 birre rigorosamente crucche della zona accompagnavano, ier sera, gli altrettanti piatti d'ispirazione germanica quali: l'insalata di patate e cipolle, gli immancabili wurstel e crauti, il pane nero con lo speck, la salsiccia e la zuppa di porri.
Ogni tipo di Konig Ludwig, la Hell, la Schloss-Keller, la Spezial, la Weissbier e la reale scura Dunkel, era perfettamente in armonia con il cibo con cui veniva servita, questo forse in perfetto stile italiano se dobbiamo proprio stare a vedere.
Non bisogna però disperare se non si è riusciti a presenziare alla serata in questione. Queste ottime birre sono ancora li, ad aspettare chiunque voglia fare un piccolo passaggio dalle parti della foresta nera, magari facendo meno chilometri e parcheggiando vicino al ponte di Tiberio.

Qui di seguito vi lascio alcuni link, del 365, di questa ottima birra e anche di un gran bel sito di ricette e non solo con cui ultimamente ho collaborato e con cui spero di farlo sempre di piu'. Dateci un'occhiata e se non siete ancora iscritti al mio blog fatelo al più presto, utilizzando la caselletta a destra " chi si è seduto a tavola", presto ci saranno novità ed iniziative.

http://www.facebook.com/pages/3sei5-RiMiNi/149478541760069


http://www.bier-keller.com/index.php


http://ciaorecipes.com/




...tra gli scogli c'è una triglia
che bisbiglia con la figlia
indicandole una biglia
che risplende in fondo al mare,
dice "non farti notare,
corri a prendere la biglia
o la piglia
un'altra figlia"...




Le triglie sono il mio pesce preferito, belle da vedere sul bancone della pescheria, con il loro colore rosso vivace e gustose da mangiare avendo carne morbida ma saporitissima.
Se poi a questo aggiungete che questa è proprio la stagione giusta per decidere di assaporare questo pesce...e se poi aggiungete che mia suocera è una straordinaria fucina di ricette di mare, allora...

Ingredienti:

triglie ( se poi le trovate di scoglio meglio ancora )

uova

farina

mandorle pulite e a fette

sale

La ricetta non è per nulla complicata e regala un divertente e gustosissimo antipasto preludio magari ad una vostra cena marinara.
Sfilettate le triglie ( cioè pulitele bene dalle spine, purtroppo la triglia sotto questo aspetto è un po rognosetta) e passate il risultato nella farina...poi nell'uovo sbattuto e salato.
Si, si, prima nella farina e poi nell'uovo, non mi sono sbagliato a scrivere.
Una volta che avete fatto quest'operazione, stendete le vostre mandorle a fettine ( non impazzite a farle voi, le vendono già e sono perfette!) e passatevi sopra i filettini di triglia , impanandoli quindi con le mandorle ( quindi immandorlandoli ?) ...poi friggeteli in olio ben caldo ma fate attenzione a non tenerli per troppo tempo poichè la carne della triglia e delicata e cuoce velocemente.

Buon appetito!






Chiedetemi: Allora Valentino, com'è stato andare in vacanza con Biagio?
Come con Biagio chi?! Antonacci ovviamente!
Amici, ebbene si, il vostro foodblogger ( si dice così) di fiducia ha oramai raggiunto quel livello di notorietà tale che lo porta a frequentare personaggi famosi, del cinema, della moda, dello sport e anche della musica.
Ed è proprio su quest'ultima categoria che ho deciso di buttarmi per poter trascorrere una sana e rilassante settimana di ferie....dove?...beh ovviamente in Salento.
No cari lettori, non mi sono rincoglionito tutto di un botto ( nel senso che il processo è stato lento ed irreversibile ) , nel tacco d'Italia ci sono andato veramente ma senza il mitico cantante milanese...ma è come se lui fosse stato sempre lì accanto a me ...con la sua " leggermente inflazionata" ultima hit Non vivo più senza te.
Spero davvero di trovare la voglia giusta nei prossimi giorni per poter resocontare come si deve il mio soggiorno salentino, che vi assicuro è stato sotto ogni aspetto una scoperta entusiasmante; mare cristallino, gente generosa e genuina e cibo davvero sempre e sottolineo sempre ottimo e abbondante, come si diceva una volta durante la naia.
Per il rientro nell'ordinarietà della vita cittadina ( ma Rimini è una città? ) ho scelto una semplicissima e velocissima ricetta a base di fiori di zucca, di cui vado davvero ghiotto...e siccome ne vanno matti di solito anche i bambini, magari potreste stupirli al loro rientro scolastico con questa leggera delizia.

Ingredienti

Fiori di zucca

Acqua fredda, frizzante

farina 00

pepe e sale

2 foglie di basilico

Iniziamo: Preparate una pastella utilizzando la farina e versandovi dentro l'acqua frizzante, fino ad ottenere un composto di media densità. Regolatelo di sale e aggiungete un pizzico di pepe e 2 foglie di basilico tagliate a pezzettini.
Dopo aver pulito i fiori di zucca ( tolto il pistillo interno e i filamenti ) , ed averli lavati e scolati, immergeteli nella pastella , per bene , e infine friggeteli in olio fino ad adeguata doratura.
Il vostro piatto è pronto!
Pur avvicinadosi alla tempura, io non utilizzo birra nella mia pastella, semplice scelta personale, nulla di più.








Ci rivediamo a settembre. Buona estate a tutti!