ebbene si, avevo comperato anche dei piccoli tartufi


Qualcuno mi ha detto che non so fare le fotografie, qualcun altro che non sono abbastanza tecnico nell'illustrare le mie ricette sul blog,non pongo particolare attenzione a riferimenti quali: dosi precise, tempi di cottura certi, modalità d'impiattamento.
Beh...io sono fatto così, sono un'amante della cucina, degli odori, dei sapori. Io cucino con gli occhi e col naso, tocco la materia, l'accarezzo, voglio scoprirne i segreti.
Non ho mai fatto un corso di food fotography e non ho studiato da blogger.Probabilmente non ho nemmeno le sufficienti basi per potermi credere un "cuoco"...ma ho la passione, quella che  senti quando entri in cucina e la casseruola ribolle, quella che si legge negli occhi e che forse qualcuno ha scorto anche nei miei qualche volta.
E allora, avrete ancora foto poco nitide e con luce sbagliata, ricette con dosi approssimative, descrizioni fantasiose e abbinamenti apparentemente illogici e se avrete voglia di seguirmi sono sicuro che da queste pagine riceverete anche qualcosa di buono...oltre che una piccolissima fetta di me.

E ora :  Risotto ai funghi porcini,con formaggio di fossa

Ingredienti per 2 persone

2 bei funghi porcini (io ne avevo 3 e infatti scoprite al fondo cosa ne ho fatto)
3 pugni grossi di riso carnaroli o vialone nano.
brodo (leggero)
prezzemolo
sale e pepe
olio (nemmeno a dirlo)
1 noce di burro (se volete)

Pulite i porcini usando un panno o uno scottex umido (niente doccia mi raccomando), affettateli e poneteli in una padella con dell'olio (poco) e uno spicchio d'aglio in camicia. Nel frattempo fate saltare con dell'olio,il riso,in una casseruola,per 2 minuti,poi sfumatelo con mezzo bicchiere di vino  bianco e portatelo a cottura utilizzando il brodo.
Tenete presente che un pochino di brodo servirà anche per fare stufare bene i funghi. Quando mancano 3 minuti alla fine della cottura del riso,unitevi i funghi, tenendone 2 cucchiai da parte per la guarnizione del piatto.Terminate e se volete spolverate con del prezzemolo tritato e una macinata di pepe.Unite una noce di burro e una abbondante spolverata di formaggio di fossa ( clicca qui per scoprire cos'è).
Nel piatto ricordate di aggiungere i porcini che avevate messo da parte ed ecco qui....buon risotto a tutti.



Avendo un bel "porcinone" in più, ho preparato una semplice insalata di funghi,affettandolo sottile ed unendo un filo d'olio extravergine, due gocce di limone, una macinata di pepe e un pizzico di sale.Se si vuole si puo anche coprire con sottili scaglie di grana.

che gusto!




Il ritorno dell'estate mi aveva profondamente illuso.Allora...riattivare assicurazione moto, tirare fuori almeno un bermuda, polo e t-shirt pronte per aperitivi serali a 22-24 gradi centigradi e si dai....recuperare crema abbronzante per passeggiate in spiaggia con annessa tintarella ottombrina. Poi ...il gelo: vento freddo e nubi hanno nuovamente preso il posto al sole e le temperature sollevanti sono precipitate vertiginosamente come il mio umore.
Povero ValentinoMazzola, condannato definitivamente a coprire con i teli ,barbecue e tavolo , che per lunghi mesi sono stati l'emblema della spensieratezza estiva.
Non voglio arrendermi.Voglio rendere omaggio ancora oggi a quei raggi che mi hanno scaldato le giornate e tormentato (poco a dire il vero,ho l'A/C ) le notti con una ricetta che ci riporti indietro anche solo di una settimana.
Cucinate con me e fate si che questo piatto diventi un po una danza della pioggia...ma al contrario.
Sole torna...torna...torna.....

                                                Riso Venere con gamberi e zucchine

Ingredienti

Riso Venere ( oramai si trova anche dal meccanico )
zucchine
gamberi ( più di alta qualità sono più fanno la differenza al palato )
brodo ( non troppo pesante )
un pizzico di sale

Preparare questo piatto è opera davvero semplice e veloce.
Cuocete il riso venere in una pentola per circa 20/22 minuti utilizzando e sfumando sempre con il brodo.
In una padella, nel contempo, fate trifolare le zucchine tagliate a rondelle non troppo sottili,con uno spicchio d'aglio in camicia,schiacciato.Quando mancano pochi minuti alla fine della cottura della verdura, unite i gamberi sgusciati.Salate leggermente (assaggiate sempre mi raccomando ) e una volta che il tutto è cotto , unite al riso e fate asciugare dell'ultimo brodo tutto il composto, facendolo amalgamare un po.
Il piatto è prontissimo per essere impiattato.
Se volete potete sfumare i gamberi in cottura con un goccio di vino vino bianco (io non l'ho fatto) e spolverare una volta nel piatto con della paprica dolce.

Beveteci dietro una giusta birra, magari rossa, magari come quella che ho scelto io: Dolomiti rossa, di Pedavena.



Buon appetito e alla prossima ricetta!


Lophius piscatorius, questo il nome scientifico del pesce che io definirei, senza paura di sbagliare, il maiale del mare.
Non che questo pesce abbia abitudini particolarmente antigeniche ( e come potrebbe, passando la vita in acqua?) ma come del porco,anche per lui...non si butta via nulla.
Nonostante sia un pesce asociale che passa gran parte della giornata a profondità rilevanti (fino a 1000 mt.) nascosto tra il fondo sabbioso, in attesa di possibili prede e si presenti con un aspetto non certo rassicurante,una volta poggiato sul piano della nostra cucina sa soddisfare a pieno le aspettative di qualsiasi provetto cuoco.
Con la sua grossa testa, caratterizzata da un'imponente bocca, si possono preparare degli ottimi brodi e addirittura con il suo fegato, opportunamente cucinato, ottime tartine da "ouverture".
Nonostante sia un pesce dalle mille possibilità di preparazione,oggi vorrei presentare una ricetta alquanto semplice  che esalta, con pochi ingredienti, le caratteristiche di sapore e di magrezza della sua carne.


il temibile "mostro", in attesa di essere cucinato.



Ingredienti:

Una bella rana pescatrice ( non congelata,quindi cercatela con la testa,in pescheria)
aglio
pomodorini ciliegino
prezzemolo
sale e pepe
olio (ovviamente)

In un tegame, versate 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e fate "sfriccicare" uno spicchio d'aglio schiacciato e un po di prezzemolo tritato.
Poggiatevi dentro la coda di rospo (altro nome di questo pesce), avendo prima cura di fare un lungo intaglio lungo la colonna centrale ,senza dividerlo in due, e due tagli verticali, in modo che la carne durante la cottura non si arricci.Fate rosolare per circa 10 minuti. Essendo un pesce da brodo, la coda di rospo creerà da sola un ottimo sughetto di cottura,mantenendo morbida la carne. Sfumate con mezzo bicchiere di bianco e unitevi una grossa manciata di pomodorini tagliati a metà.
Chiudete il tegame con un coperchio e fate cuocere a fuoco lento per 20 minuti circa.Controllate comunque la consistenza della carne con una forchetta.Ovviamente salate e pepate a piacimento.
Una volta cotta, aggiungete prima di portare in tavola,una manciata di pomodorini freschi tagliati in quattro e una spolverata di prezzemolo.

Un opportuno accompagnamento a questo piatto, ce lo consigliano gli esperti di Made in Vino.
Gewurztraminer de Tarczal, questo il vino di cui, cliccandoci sopra, potrete scoprire le caratteristiche , seguendo la video-guida alla degustazione.








Continuando sul filone dei piatti autunnali e se non propriamente piemontesi almeno in uso nella regione subalpina quando i primi freddi giungono dalle pendici delle Alpi, oggi vorrei descrivere in questo mio piccolo blog enogastronomico...e non solo, una ricetta davvero saporita ma allo stesso modo semplice da preparare...in linea col principio " veloce da fare, più piacevole da gustare".

                                       Coniglio con olive nere e foglie d'alloro


La ricetta, descritta in modo rustico e tradizionale, si rivolge a chi in cucina ha una base manuale e una conoscenza delle dosi e dei sapori.


Tagliare il coniglio a pezzi piccoli, lavarlo e asciugarlo.
Mettere il coniglio in una pentola di coccio, farlo asciugare a fuoco
moderato, poi mettere dell'olio, le foglie di alloro, l'aglio e il
rosmarino.
Farlo rosolare molto bene, aggiungere 1 bicchiere di vino rosso
(possibilmente barbera) e lasciare cuocere per almeno due ore a fuoco
lento.A meta' cottura aggiungere le olive nere e aggiustare di sale e di
pepe.




Che vino ci abbiniamo ragazzi di  Made in Vino?  

Un ottimo Chianti Nipozzano, cantina Frescobaldi, esaltazione unica dei sapori della carne.
Cliccate e seguite i consigli di Filippo e Christian.












risultato finale


...molte località piemontesi si contendono la paternità di questo emblema della gastronomia regionale. 
 In realtà nasce nella notte dei tempi sulle coste della Provenza, con il nome di "Anchoiade".
 Furono senza dubbio i mercanti astigiani medievali, durante le loro spedizion iper rifornirsi di sale e acciughe, a conoscerla e a introdurne l'uso in patria, diffondendolo poi in tutta la vasta area dei loro commerci (tutto il Piemonte meridionale e nord-occidentale). 
L'antica ricetta provenzale, fatta propria dai contadini astigiani, fu poi adattata agli usi ed alle risorse del territorio, in particolare con l'impiego degli ortaggi che erano alla base dell'alimentazione povera.
Cibo rurale e popolare, a lungo aborrito dalle classi superiori per l'invadente presenza dell'aglio, ha lasciato pochissime tracce di sé nei testi gastronomici piemontesi, e solo nel 1875 il romanziere Roberto Sacchetti descrive a Montechiaro d'Asti la “Bagna Caòda” come la conosciamo ancora oggi. 
Nel mondo contadino questo non è considerato un piatto povero della quotidianità: è quello della fraternità e dell'allegria, preparato per celebrare momenti di vita collettiva gioiosi, come ad esempio il termine della vendemmia.

E ora, la ricetta di mamma Mazzola; la più "Piemontese" della famiglia.

dosi per 4 persone;
tempo di preparazione: 15 minuti circa
tempo di cottura: 30 minuti circa

ingredienti: 
gr250 circa di olio extra vergine di oliva; 
gr200 di acciughe sotto sale
gr200 di aglio
gr40 di burro




Togliete il sale alle acciughe, passatele con una pezzuola e
deliscatele.Spelate l'aglio e affettate gli spicchi a fettine sottilissime.
Mettete in un tegame di coccio di cm 15-16 di diametro questi due
ingredienti, versate l'olio fino a coprirli e, a fuoco bassissimo, cuocete
una mezz'oretta, rimescolando di tanto in tanto.
L'aglio dovra' cuocere, assolutamente senza colorire,e le acciughe si
spappoleranno; il conmdimento percio' dovra' bollire e non friggere.
Quando la salsa sara' pronta, aggiungete il burro e, appena sciolto,
portate il recipiente in tavola con sotto un fornelletto a spirito, accceso
in modo che mantenga calda la bagna.
Tutti i commensali vi immergeranno le verdure, accompagnjando ogni boccone con pane casareccio, aglio e acciughe.


materia prima

  


A Parigi ci sono andato in tutti i modi e in tutte le stagioni della mia vita; in auto da bambino con mamma e papà, in treno da ragazzo, alla scoperta di una delle città più eccitanti del mondo e in aereo da sposato per vivere anche il lato romantico della "ville lumiere".
Beh certo,molto ha fatto la fortuna di avere una zia che abita, non solo nella capitale francese ma addirittura nel suo quartiere più famoso, quello che ha visto camminare nelle sue numerose piazzette pittori come Van Gogh o sopportato le animate e rissose discussioni tra Picasso e Modigliani che in preda ai fumi dell'alcol si rincorrevano tra i tavoli delle taverne di Rue Lepic, insomma Montmartre.
Molto di quelle atmosfere si può ancora ritrovare se ci si inerpica lentamente verso il Sacro Cuore, buttando di tanto in tanto l'occhio dentro i bar o nelle famose boulangeries ( panetterie ) e molto di Parigi mi sono sempre riportato ai miei rientri nel bel paese, compresa qualche ricetta, rubacchiata osservando la "tante" Camilla all'opera davanti ai fornelli.


                                            Quiche speck,porri,patate e crescenza.

Una rivisitazione italianizzata della tipica torta salata francese.

Ingredienti:

3 porri
1 panetto di crescenza da 200 gr
1 patata grande
4 fette di speck
1 rotolo di pasta sfoglia


Preparazione:

Tagliate a rondelle i porri e fateli stufare in padella.
Fate la patata a cubetti e sbollentatela in acqua per circa 5 minuti.
Ora fate abbrustolire leggermente lo speck in padella con un filo di olio e poi tagliatelo a strisce sottili.
Unite, in un mastellino, tutti questi ingredienti e il panetto di crescenza, sale e pepe, dopodichè mescolate e formate un composto omogeneo.
Ponete la pasta sfoglia in una tortiera bassa, utilizzando la carta forno e riversatevi all'interno il composto.
40 minuti a 180 gradi e la vostra quiche sarà pronta. Fate riposare 10 minuti prima di servire.



Ricetta semplice ma moto saporita che ben si abbina ad un rosso persistente come il Valpolicella- La Cengia della cantina Begali, consigliato come sempre dai ragazzi di Made in Vino, cliccate e divertitevi con la video degustazione.

Leggere...please!