Un tempo vi erano le popolazioni barbariche , in principal modo gli Unni che si spostavano a sud est e percorrendo le vie del Reno e del Danubio , giungevano fino al Mar Nero...ma questa è un'altra storia, anzi è storia!
Ora più pacatamente possiamo imbatterci in migrazioni più modeste ma pur sempre rilevanti.
E così ecco la Bruna che dal laborioso Veneto scende al mare...in Riviera Adriatica e qui, trovatasi bene ( a quanto pare) inizia a dilettarsi con materie prime locali, raggiungendo livelli che , credetemi, lascerebbero di stucco la maggior parte di voi, amici, abituati a frequentare da sempre ristoranti dove il pesce la fa da padrone.
Oggi su questo piccolo diario enogastronomico, e non solo, voglio presentare la prima di , spero, una lunga serie di ricette cucinate dalla mia abilissima amica. Una  preparazione che ho avuto modo di assaggiare personalmente poco tempo fa e che ancora non mi è sparita dalla mente...e dal palato.
Cimentatevi quindi , al più presto, in questi:

                                                Involtini di orata in foglie di verza


Ingredienti

verza
un'orata
pomodorini secchi
carote
porro
sedano 
capperi
acciughe 
prezzemolo
sale e pepe

Preparazione come inviatami dalla Bruna

ho scottato le foglie di verza quelle più chiare, circa 3/4 minuti non troppo altrimenti si rompono. Ho infornato l'orata senza condimento (occhio a non cuocerla troppo se no diventa stopposa, anche perchè poi si deve rimettere nuovamente in cottura), l'ho poi spinata e messa in una ciotola assieme ad un trito di carote, porro, sedano, capperi ,acciughe, pomodorini secchi, prezzemolo, condito esclusivamente con olio pepe sale
.Ho preso le foglie di verza togliendo un pò di gambetto duro, le ho farcite con un pò del ripieno,e le ho fermate con degli stuzzicadente ,adagiandole delicatamente in una pirofila che poi ho messo in forno con un pò di olio per circa 15 minuti a 180 gradi ma anche quì un pò d' occhio. ci vuole !
Come contorno si puo fare la purea di sedano rapa, oppure qualche cosa in agrodolce, tipo una cremina di arancio.......


Che acquolina !
Abbiniamo a questo piatto saporitissimo una proposta degli amici di "Made in Vino", un'eccezionale Spumante a tutto pasto Marchesi Antinori Nature e divertiamoci a seguirne la video degustazione

















Io gliel'avevo detto,..." fai un salto a casa che mangiamo un boccone insieme...", ma si sa, un professionista della cronaca non può calcolare impegni e tempi e quindi, questo ottimo risotto me lo sono dovuto scofanare tutto da solo, mentre fuori piove a dirotto e dalla finestra il paesaggio assomiglia tanto a quello delle immense risaie vercellesi.
"un'altro risotto!?" direte. Beh si, un'altro risotto, questa volta però abbastanza alternativo da solleticare la fantasia e il palato di qualsiasi provetto cuoco che da queste pagine virtuali attinge spunti e nuove idee per la propria tavola.

Ingredienti poveri ed economici:

1 mela rossa
1/2 scamorzina affumicata
1/2 bicchiere di vino bianco
brodo vegetale
sale
burro e olio
e ovviamente riso ( carnaroli se possibile )





                                                             Preparazione


In una padella con una noce di burro e due cucchiai di olio evo fate appassire la mela tagliata a tocchetti piccoli, per circa 10 minuti.
Ora fate saltare insieme alla mela il riso e dopo poco fate sfumare con il vino.
Portate a cottura aggiungendo di volta in volta il brodo.
Quando mancano 2 minuti al termine della cottura aggiungete la scamorza affumicata a pezzetti e fate sciogliere per bene.Spegnete e se volete fate mantecare con una noce di burro.
Se vi aggrada spolverate con pepe nero.
Mi raccomando, la mela è dolce, tenete sotto controllo il sapore e se necessario aggiungete durante la cottura il sale.
Si accompagna benissimo a questo piatto un vino bianco profumato come lo Chardonnay Rafè di Cascina Gilli. Cliccate e scoprite di più di questo ottimo nettare.








Se camminando per il centro di Treviso, profonda provincia veneta, chiedeste ad ognuno dei suoi 80.000 abitanti, di  raccontarvi della nascita del loro prodotto agricolo principe, il Radicchio della Marca Trevigiana, probabilmente vi sentireste rispondere in 80.000  modi differenti.
Potreste udire di come, nell'antica Roma, Plinio il Vecchio lo ritenesse un ottimo depurativo e come, nel medioevo, questo tipo di cicoria, venisse utilizzata per lenire le ferite e  successivamente avesse trovato spazio in farmacia come cura contro l'insonnia.
I più poetici potrebbero spiegarvi che la forma protesa  degli alabastri tinti di rosso, indica la vittoria della natura sul rigido inverno.
Invece la risposta in merito alla nascita di questo eccelso prodotto agricolo, che solo qui,in provincia di Treviso, trova la sua collocazione naturale , sta nell'avvento, nella seconda metà dell'800 di un botanico belga specializzato nell'allestimento di giardini, tale Francesco Van  den Borre, il quale sperimentò, durante uno dei suoi lavori, alcune tecniche di imbiancamento( usate in Belgio ) su cicorie locali, inventando per l'appunto il radicchio tardivo di Treviso.

Ora, senza spingersi per forza nel nord est italico, vi sono numerosissime ricette degne di menzione che danno l'opportunità di sfruttare questo dono della natura. Io qui, miscelando tradizioni venete e trentine, propongo un risotto con radicchio trevigiano e speck che, assicuro, non lascerebbe indifferente nemmeno il maestro giardiniere Van den Borre.



Ingredienti:

1/2 scalogno
1 cespo di radicchio tardivo ( quello lungo per intenderci)
4 fette di speck
brodo
riso carnaroli
burro ( 3 noci )
1/2 bicchiere di vino rosso




In una casseruola fate indorare lo scalogno con 2 noci di burro poi unite il radicchio tagliato a strisce e fate appassire.
Una volta ammorbidita la cicoria,unite lo speck e fate rosolare un poco prima di mettere in padella anche il riso e dopo 2 minuti fate sfumare con il vino rosso.Una volta evaporato l'alcol, iniziate la cottura con il brodo.
Assaggiate sempre, in modo da dare la giusta sapidità al piatto.
A cottura ultimata, spegnete la fiamma, unite una noce di burro e una manciata di grana grattugiato.Mescolate bene, lasciate riposare per un minuto e servite.
Ora, affidandoci allo staff di Made in Vino abbiniamo a questo saporito primo piatto,un'altrettanto corposo vino rosso, come questo Pinot Nero Franz Haas.Cliccate e come sempre deliziatevi con la video degustazione. Cin cin!




Che non seguivo una cadenza regolare, programmata, delle mie escursioni culinarie su questo blog,lo avevate già capito,immagino. Infatti personalmente  non vivo quella frenesia , quel bisogno compulsivo di dover per forza scrivere, farmi vivo o rimanere costantemente nella folta mischia della categoria dei blogger che si occupano di cucina.Anche perchè fin dall'inizio ho fatto delle scelte che mi hanno potrato ad escludere qualsiasi forma di sponsorizzazione all'interno di questo diario enogastronomico ad esclusione di saltuarie e ben definite collaborazioni, tutte,badate bene, fatte per il solo piacere di farle e senza mai secondi fini.
Poi la vita fa il resto. Vicissitudini, incidenti, motivazione e sopratutto voglia, possono inserirsi in quella che è la passione di un piccolo scrittore ( di cucina) del web, come me.
Oggi ritorno a gettare parole in rete e lo faccio per proporre come sempre le ricette che quotidianamente realizzo a casa.Preparazioni semplici, alla portata di tutti .E proprio tutti ringrazio di avermi pazientemente atteso.
Ma la vogliamo fare una bella torta salata,con tante verdure che in questa stagione fanno bene e portano anche colore in cucina?!
Gli ingredienti sono di immediato reperimento e di bassissimo costo ma la resa è straordinaria e può svoltare decisamente la solita cena famigliare. Allora preparate un bicchiere di vino, rosso o bianco che sia, varcate la porta della cucina ed iniziate con me!

Torta salata tricolore.

2 carote
1/4 di cavolfiore
1 broccolino
2 fette di speck
1 crescenza
2 uova
1 pastasfoglia

Velocità e semplicità sono alla base di questa ricetta.
Pulite,tagliate a pezzi piccoli la verdura e mettetele a bollire in acqua leggermente salata.
Una volta cotte, in un recipiente,unite un panetto di crescenza,due uova e lo speck spezzettato grossolanamente.Amalgamate bene il tutto.
In una forma da torta stendete la pasta sfoglia ( quelle del supermercato per intenderci sono perfette) e riempitela quasi fino all'orlo con il composto.Stendetelo bene e ripiegate leggermente il bordo fino a creare l'effetto "torta di nonna papera".
Ora, portate il forno a 180 gradi ( ventilato o no ) ed inserite la torta salata a cuocere per circa 30 minuti.Controllate ovviamente.Siccome parliamo di forni casalinghi, la cottura puo anche variare di 5/10 minuti, quindi occhio alla penna!
Una volta dorata, tiratela fuori e lasciatela riposare.Io consiglio di mangiarla tiepida, in modo che gli ingredienti si quietino e il tutto risulti più sodo e piacevole al palato.
Qui, amici, potete abbinarci un vino rosso di media intensità ( mi viene in mente un grignolino ) o un bianco profumato come un Gewurtztraminer .






Dla tevla en s’elza mai se la boca la n’ha de furmaj!



Se le parole di questo antico proverbio in dialetto romagnolo,sono vere, a Talamello , ridente paesino, arroccato sulle colline romagnole (fino a poco tempo fa, marchigiane) lo devono sapere proprio bene!
A novembre, infatti, si tiene da consuetudine, la sagra che festeggia lo "sfossamento" dell'Ambra, tipico formaggio, prodotto esclusivamente con la latte di pecora, che viene depositato nelle fosse intorno al mese di luglio.
Le fosse, vecchi buchi creati nelle epoche, per proteggere e nascondere il prodotto dagli invasori, grazie alla paglia di cui vengono rivestite, donano a questo formaggio un sapore unico e famoso in tutto il mondo.
Ora, non potendo esimermi dal fare una visita in questo suggestivo borgo della provincia riminese, ho deciso di sfruttare il "bottino" della gita non solo come piacevole fine pasto ( accompagnato da miele e marmallate varie) ma anche come condimento per un gustoso primo piatto, facile da preparare e da ....mangiare.

fossa a Talamello


Talamello e le colline circostanti




Ingredienti:

Cavatelli ( formato di pasta tipico pugliese )

Formaggio di fossa di Talamello

Latte

Pepe

L'"Ambra" di Talamello


Mettete a bollire la pasta senza salare troppo l'acqua.
In una padella abbastanza ampia da consentire in un secondo momento di saltare la pasta, fate scaldare 6 cucchiai di latte intero e immergetevi i pezzi di formaggio (piccoli possibilmente).A fuoco controllato, continuate a mescolare fino al totale scioglimento.Deve risultare una crema.Se troppo densa aggiungete con parsimonia il latte.Tenendo sempre il fuoco acceso ma non facendo mai bollire la fonduta, una volta pronta la pasta,tiratela insieme alla crema di formaggio.
Impiattate e spolverate con del pepe nero.
Buon appetito!

cremosi e molto saporiti!

Per l'abbinamento enologico a questo piatto il vostro ValentinoMazzola vi consiglia un ottimo rosso marchigiano: un Pinot Nero Focara di Mancini, ottimo con primi di carattere come questo o per secondi di carne.Cliccate per saperne di più.



ebbene si, avevo comperato anche dei piccoli tartufi


Qualcuno mi ha detto che non so fare le fotografie, qualcun altro che non sono abbastanza tecnico nell'illustrare le mie ricette sul blog,non pongo particolare attenzione a riferimenti quali: dosi precise, tempi di cottura certi, modalità d'impiattamento.
Beh...io sono fatto così, sono un'amante della cucina, degli odori, dei sapori. Io cucino con gli occhi e col naso, tocco la materia, l'accarezzo, voglio scoprirne i segreti.
Non ho mai fatto un corso di food fotography e non ho studiato da blogger.Probabilmente non ho nemmeno le sufficienti basi per potermi credere un "cuoco"...ma ho la passione, quella che  senti quando entri in cucina e la casseruola ribolle, quella che si legge negli occhi e che forse qualcuno ha scorto anche nei miei qualche volta.
E allora, avrete ancora foto poco nitide e con luce sbagliata, ricette con dosi approssimative, descrizioni fantasiose e abbinamenti apparentemente illogici e se avrete voglia di seguirmi sono sicuro che da queste pagine riceverete anche qualcosa di buono...oltre che una piccolissima fetta di me.

E ora :  Risotto ai funghi porcini,con formaggio di fossa

Ingredienti per 2 persone

2 bei funghi porcini (io ne avevo 3 e infatti scoprite al fondo cosa ne ho fatto)
3 pugni grossi di riso carnaroli o vialone nano.
brodo (leggero)
prezzemolo
sale e pepe
olio (nemmeno a dirlo)
1 noce di burro (se volete)

Pulite i porcini usando un panno o uno scottex umido (niente doccia mi raccomando), affettateli e poneteli in una padella con dell'olio (poco) e uno spicchio d'aglio in camicia. Nel frattempo fate saltare con dell'olio,il riso,in una casseruola,per 2 minuti,poi sfumatelo con mezzo bicchiere di vino  bianco e portatelo a cottura utilizzando il brodo.
Tenete presente che un pochino di brodo servirà anche per fare stufare bene i funghi. Quando mancano 3 minuti alla fine della cottura del riso,unitevi i funghi, tenendone 2 cucchiai da parte per la guarnizione del piatto.Terminate e se volete spolverate con del prezzemolo tritato e una macinata di pepe.Unite una noce di burro e una abbondante spolverata di formaggio di fossa ( clicca qui per scoprire cos'è).
Nel piatto ricordate di aggiungere i porcini che avevate messo da parte ed ecco qui....buon risotto a tutti.



Avendo un bel "porcinone" in più, ho preparato una semplice insalata di funghi,affettandolo sottile ed unendo un filo d'olio extravergine, due gocce di limone, una macinata di pepe e un pizzico di sale.Se si vuole si puo anche coprire con sottili scaglie di grana.

che gusto!




Il ritorno dell'estate mi aveva profondamente illuso.Allora...riattivare assicurazione moto, tirare fuori almeno un bermuda, polo e t-shirt pronte per aperitivi serali a 22-24 gradi centigradi e si dai....recuperare crema abbronzante per passeggiate in spiaggia con annessa tintarella ottombrina. Poi ...il gelo: vento freddo e nubi hanno nuovamente preso il posto al sole e le temperature sollevanti sono precipitate vertiginosamente come il mio umore.
Povero ValentinoMazzola, condannato definitivamente a coprire con i teli ,barbecue e tavolo , che per lunghi mesi sono stati l'emblema della spensieratezza estiva.
Non voglio arrendermi.Voglio rendere omaggio ancora oggi a quei raggi che mi hanno scaldato le giornate e tormentato (poco a dire il vero,ho l'A/C ) le notti con una ricetta che ci riporti indietro anche solo di una settimana.
Cucinate con me e fate si che questo piatto diventi un po una danza della pioggia...ma al contrario.
Sole torna...torna...torna.....

                                                Riso Venere con gamberi e zucchine

Ingredienti

Riso Venere ( oramai si trova anche dal meccanico )
zucchine
gamberi ( più di alta qualità sono più fanno la differenza al palato )
brodo ( non troppo pesante )
un pizzico di sale

Preparare questo piatto è opera davvero semplice e veloce.
Cuocete il riso venere in una pentola per circa 20/22 minuti utilizzando e sfumando sempre con il brodo.
In una padella, nel contempo, fate trifolare le zucchine tagliate a rondelle non troppo sottili,con uno spicchio d'aglio in camicia,schiacciato.Quando mancano pochi minuti alla fine della cottura della verdura, unite i gamberi sgusciati.Salate leggermente (assaggiate sempre mi raccomando ) e una volta che il tutto è cotto , unite al riso e fate asciugare dell'ultimo brodo tutto il composto, facendolo amalgamare un po.
Il piatto è prontissimo per essere impiattato.
Se volete potete sfumare i gamberi in cottura con un goccio di vino vino bianco (io non l'ho fatto) e spolverare una volta nel piatto con della paprica dolce.

Beveteci dietro una giusta birra, magari rossa, magari come quella che ho scelto io: Dolomiti rossa, di Pedavena.



Buon appetito e alla prossima ricetta!